Emiliano Toso, il biologo molecolare che scopre il potere della sua musica

InArteSalus propone oggi un articolo che parla di una scoperta tutta italiana, dovuta al musicista e biologo molecolare Emiliano Toso.
Analizzando i brani da lui composti, Toso ha trovato il “potere” della sua musica, istituendo la Translational Music ormai famosa in tutto il mondo!

Curiosi di approfondire l’argomento? Leggete l’articolo riportato di seguito, tratto dal sito www.italiachecambia.org !

 

Un biologo molecolare diventa un musicista famoso in tutto il mondo per la sua Translational Music, una musica vicina alla biologia utilizzata in moltissimi contesti diversi in virtù dei suoi effetti benefici. Così scienza e arte si incontrano per studiare e fare esperienza del potere della musica sulla salute e nei momenti di trasformazione della vita.

La storia di Emiliano Toso è una storia di cambiamento. Originario di Biella, egli è un biologo molecolare cellulare e lavorava in un laboratorio di genetica di cui, con il tempo, diventò anche responsabile: “Ero felice, mi piaceva, sequenziavo DNA da ogni forma vivente”. Poi, poco prima di compiere 40 anni, decise di farsi un regalo, il più bello: decise di registrare le musiche che componeva la sera, in solitudine e che non aveva mai fatto ascoltare a nessuno, su un disco e che lo avrebbe regalato agli amici alla sua festa di compleanno.

Da quel giorno molti iniziarono a riferirgli che la sua musica veniva usata con finalità specifiche in diversi contesti. In alcuni reparti riabilitativi ospedalieri, da donne partorienti, da operatori olistici per arrivare ad un migliore rilassamento e in classi di studio per facilitare l’apprendimento e la concentrazione.

 

 

Come se la musica potesse accompagnare processi fisiologici rigenerativi e di guarigione portando le persone in uno stato più favorevole, predisposte ad uno stato di pace e a contatto con una interiorità più profonda. Anche artisti dicevano di essere più creativi quando ascoltavano quella musica. Altre persone riferivano che stavano passando momenti delicati o difficili, oppure momenti di gioia, di creatività, di trasformazioni e la musica di Emiliano li aveva aiutati a viverseli in maniera più completa. Nasce così il progetto Translational Music.

Piano piano arriva il successo; sono passati ormai 5 anni e Emiliano viene invitato a convegni in tutto il mondo. Scienziati e artisti lo invitano e lo coinvolgono in sperimentazioni. Si indaga la correlazione tra suoni e cellule, un campo di ricerca sperimentale.

 

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Il potere della musica

La musica da tutti i popoli del mondo viene usata come strumento di guarigione fisica, emotiva e spirituale. È definita il linguaggio universale. Da sempre strumenti musicali, canti e ritmi accompagnano i momenti cruciali e importanti della vita e aiutano a connettersi a stati profondi dell’essere o a connettersi con gli altri.

“In un momento di trasformazioni e rivoluzioni in ogni campo, la musica ci aiuta a danzare il cambiamento per renderlo più dolce, più completo. Anche nella ricerca i cambi di prospettiva sono fondamentali e alcuni scienziati guardano la cellula dalla prospettiva della musica. Per cogliere la pienezza della vita del mondo bisogna indagare tutti i fenomeni della vita”.

 

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Musica e scienza

Centinaia di articoli scientifici pubblicati sulle riviste più importanti quali Nature, Science, descrivono come cambia la biochimica del corpo quando i suoni dalle orecchie arrivano al cervello che rilascia messaggeri biochimici. Si è visto come la musica riesca ad abbassare i livelli di stress che sappiamo essere la causa della maggior parte delle malattie. Negli ultimi anni si stanno studiando anche gli effetti biofisici nel corpo, il suono arriva oltre che dalle nostre orecchie anche attraverso tutta la pelle e nella nostra acqua cioè arriva una informazione a tutte le nostre cellule.

“La musica che compongo ha una tonalità di 432 Hz poiché, rispetto a quella standard utilizzata ora nel mondo che è accordata a 440 Hz, è più affine ai suoni biologici della natura, alle nostre cellule. Inoltre penso che l’intenzione con cui si suona, con cui ci si predispone a suonare, in un reparto di ospedale o in un concerto in teatro, sia la chiave fondamentale affinché il messaggio possa arrivare il più lontano e il più profondo possibile riuscendo a diffondere armonia, salute e amore”.

Per approfondire
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=The+Neurochemistry+of+music%2C+M.L.Chanda+and+D.+J.+Levitin+Cell+Press+2013

By | 2019-07-31T17:11:20+00:00 31 Luglio 2019|